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Mestri di sci dall’estero, ne vale la pena?

Fra Maestri ed aspiranti Maestri di Sci un argomento di discussione è spesso la possibilità di un residente di poter insegnare in Italia a seguito di una abilitazione conseguita all’estero. Non riuscendo a passare i test d’ingresso/selezioni a causa della difficoltà della prova cronometrata o della severità degli istruttori, si sceglie la via più facile (ma molto più costosa) del corso maestri di altri paesi europei dove l’impegno è molto più contenuto rispetto i 90 giorni richiesti in Italia,

I corsi sono spesso tenuti da maestri italiani su nevi italiane, ma il patentino è estero.

Nella sentenza che pubblichiamo il Giudice ha stabilito il principio che chi risiede in Italia deve conseguire qui la certificazione per insegnare e non può andare a prenderla all’estero.

Che fine fanno allora tutte quelle qualifiche, spesso portate avanti da Maestri di sci italiani,  conseguite in Romania, Albania, Slovenia e, restando più vicini, a San Marino dove molti spesso si sono rivolti per ottenere la “patacca”?

 

Maestri di Sci dall’estero

 

5 comments

In effetti l’articolo sulla sentenza è di aprile 2013. Il MOU è effettivamente in vigore ed effettivamente consente la libera circolazione http://www.collegionazionalemaestridisci.net/mou-3/ (link), non propriamente dove si vuole e senza limitazioni in quanto, una apposita dichiarazione ha escluso, al momento, la possibilità di sperimentazione della tessera sui territori delle Province di Trento e Bolzano.
Infatti la Provincia di Bolzano pone chiaramente delle condizioni http://snowsport.bz.it/regelungen_teacher.php?LANG=IT (link) alla possibilità di esercizio in Alto Adige.
Le opinioni in merito alla facilità sul conseguimento del titolo possono essere diverse e non condivise. Certo che non si capisce la logica che spinge un italiano a conseguire un’abilitazione all’estero quando ci sono tutte le possibilità in Italia.

Sig. Masimo Spampatti le motivazioni che possono spingere una persona a frequentare un corso all’estero sono molteplici. Una su tutte è data dal fatto che contrariamente a quanto accade in Italia i corsi all’estero sono diluiti in uno spazio temporale assai più lungo, da almeno due fino a tre anni. Inoltre essendo i corsi all’estero su più livelli, è possibile diluire in un tempo ancora più lungo il conseguimento del diploma. Questo per persone che lavorano e che non hanno avuto la fortuna di avere alle spalle una famiglia che li ha mantenuti per un anno fa una certa differenza. Inoltre i corsi in Italia sono molto più costosi sopratutto se si considera che tutti i soldi del corso vanno spesi in meno di un anno. Non tutti si possono permettere di spendere in un anno 5000,00 euro di iscrizione, 500,00 euro di divisa corso, 6000,00 euro di trasferte alberghi e quant’altro ancora. All’estero con molto meno e per di più con la possibilità di pagare in due, tre quattro anni e anche più si può conseguire un titolo che ha pari dignità di quello Italiano. Infatti sia in Italia che all’estero per insegnare al di fuori del tutoraggio di una scuola sci bisogna avere eurotest ed eurosicurezza, titoli che certificano che più o meno uno due curve le si sa tirare e che se ha appena nevicato si sa come comportarsi.
Inoltre le offro una ulteriore chiave di lettura sul perchè, è, a mio parere, importante vedere e sapere cosa fanno in altri mondi rispetto al nostro, questo è un atteggiamento che può solo aprire la mente e farci capire cose che se restassimo legati ai soliti schemi non riusciremo mai a capire. Questo per un professionista che insegna una meteria e che è costantemente a contatto con le altre persone è solo un valore aggiunto.
Una considerazione tecnica per finire mi permetto di farla, all’estero è molto facile conseguire diplomi di terzo o secondo livello ma poi al primo livello c’è uno sbarramento peggiore che in Italia. Inoltre solo in Italia si può conseguire un diploma di maestro di sci senza avere il diploma di scuola media superiore e questo non è certo un merito.
Sempre disponibile a qualsiasi scambio di opinioni

In verità anche i corsi in Italia possono durare più anni e senza alcun obbligo di concluderli entro i termini previsti. In Alto Adige,ed ora anche in Tentino, il corso di 90 giorni dura 30 mesi e, nel caso non si riesca a passare tutti gli esami per problemi di lavoro o tecnici, si può rimviare la partecipazione al corso e frequentare i vari corsi quando se ne ha la possibilità.
Per il problema economico, si diventa Assistente dopo 8 mesi dalla selezione con la possibilità di lavorare in una scuola sci ed ottenere una ottima remunerazione delle ore lavorate.
Conosco parecchi Assistenti e Maestri che hanno un lavoro fisso e che sono diventati Maestri in 4 o 5 anni senza grosse problematiche.
Trovo che anche i costi indicati sono sovrastimati. Sempre in Alto Adige non è prevista alcuna divisa.
Già in Italia c’é una sostanziale differenza di costi e di facilità da Collegio a Collegio.
La strada dell’estero (a detta anche di tutti coloro che l’hanno perseguita) è la più breve, la più economica e, soprattutto, la più facile per tutti coloro che non riescono a passare in Italia.

Sig Spampati come mai con questi super maestri a livello internazionale negli ultimi anni non abbiamo una grande nazionale ,ma solo qualche campione che lo sarebbbe diventato dappertutto.Basti vedere le classifiche .

Gentile Valter,
non sono proprio d’accordo. La squadra femminile è forse la più forte del circo bianco. La squadra maschile non è riuscita quest’anno ad ottenere risultati di squadra, ma il gruppo dei velocisti è molto forte. Mancano i ricambi in slalom e gigante.

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